La tartaruga che vuol far l'amore alla velocità coniglia
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lunedì, 26 marzo 2007
 

This is the end



Il letargo mi ha fatto bene. Ho finalmente capito che:



la mattina posso svegliarmi un pochino prima per godermi la colazione, posso stare in mezzo al traffico senza arrabbiarmi se penso a nuove idee o chiacchiero con chi ho accanto, posso scrivere sms senza abbreviazioni, posso evitare di fare più cose contemporaneamente correndo il rischio di diventare impreciso e approssimativo, posso evitare di riempire l'aggendina di appuntamenti e avere salutari momenti di vuoto, posso fare una lenta camminata solo o in compagnia, la sera posso leggere e non fare continuamente zapping davanti la tv, posso evitare qualche viaggio nel week end o durante i ponti e gustarmi la mia città, se ho 20 giorni di ferie posso dedicarne 15 alle vacanze e utilizzarne 5 come decompressione pre o post vacanza, e posso smettere di ripetere "non ho tempo" che continuare a farlo non mi farà sentire più importante.



Con tutto il rispetto: che si fottano i conigli!

postato da relui | 13:49 | commenti


venerdì, 05 gennaio 2007
 

Grigliata mista di fiori e bruchi


30^ puntata



(Immagine tratta dal sito www.insideart.it/)



Il primo dell'anno si mangia... anche se sei in letargo. Il mio menu è stato a base di grigliata mista di fiori e bruchi. Finito di mangiare mi son girato a pancia in sù e ho cominciato a dondolarmi col guscio. Mi è venuto il mal di mare. Così ho avuto una vertigine e lo stomaco è uscito a prender aria. L'ho visto tossire, tremare e far puzze prima di vederlo aprirsi come una borsetta e rovesciare chili di farfalle color arancio.


Le farfalle mi han cominciato a volare vicino alla testa formando piccoli cerchi, poi le ho viste volar via. Ho dato allo stomaco un canarino vivo e lui (lo stomaco) è tornato al suo posto volando.
postato da relui | 14:40 | commenti (2)


martedì, 05 dicembre 2006
 

Rospo verde rospo con una farfalla millecolori in testa


29^ puntata



(Foto tratta dal sito www.abc-fotografia.com)


Buio. Quando è buio tutte le cose che mi fanno paura si materializzano. Nel mio buio ci sono i ragni: tic-tic-tic, con le loro zampette pelose si avvicinano. Qualcuno accende la luce. Invece di ragni vedo un rospo verde rospo con una farfalla millecolori in testa. Questo non mi fa paura. È buffo, piuttosto. La farfalla sbatte le ali e inizia a volare portandosi appresso il rospo. La farfalla vola, il rospo vola. Un paio di giri intorno a me, poi si fermano sospesi nell'aria come fossero un unico animale volante. Il rospo apre la bocca, tira fuori la lingua, acchiappa la farfalla, se la mangia. Il rospo cade. Buio. Quando è buio tutte le cose che mi fanno paura si materializzano.

postato da relui | 15:37 | commenti (1)


venerdì, 01 dicembre 2006
 


Occhi


puntata 28



(Foto tratta dal sito www.inventastorie.net)


L'istrice ora mi guarda con occhi intensi. Intimidisco un po'. E la situazione peggiora quando mi rendo conto che ad ogni secondo passato i suoi occhi cambiano di colore: prima blu, poi marrone, poi giallo e arancione. E di nuovo: blu, marrone, giallo e arancione...


postato da relui | 12:56 | commenti


mercoledì, 22 novembre 2006
 



La giraffa




puntata 27







(Immagine tratta dal sito www.incisione.com)




... All'istrice le mie ragioni non lo convincono. Me ne son accorto perché aggrotta gli aculei. - Cos'è che non la convince? - chiedo. Non mi rispode subito. E' come se stesse cercando qualcosa nel doppio fondo del suo cervello.




- Per lavoro andai in Africa - iniziò col dire - in Congo per l'esattezza. Immagina alberi della cola, palme da olio, varie specie di ficus. La savana e le steppe... Lì feci amicizia con una giraffa. In realtà non era partita come un'amicizia. Perché lei, dall'alto dei suoi 5 metri, non mi vide e finì per calpestarmi. Facemmo il CID: riconobbe il torto e così dovette pagarsi da sola le spese per farsi togliere gli aghi dalla zampa mentre a me pagò un tupé di eco-aculei.




Dopo il sinistro lei andò per la sua strada ed io per la mia. Finché un giorno mi chiamò. Voleva ringraziarmi. Devi sapere che la giraffa, prima di incidentarsi con me, soffriva di torcicollo. Per una giraffa è un vero dramma.




Dopo l'incidente il torcicollo svanì. Evidentemente i miei aghi l'avevano curata. Agopuntura. Siamo diventati ottimi amici, e andammo anche a vivere insieme. Con la convivenza scoprii che la giraffa era una saggia congolese. Ogni mattina le prime parole che pronunciava erano proverbi. Dico la verità: era stucchevole. Io sono uno che la mattina preferisce il silenzio, non una parola prima di aver fatto colazione. Trovavo quei proverbi irritanti prima del caffelatte. Poi, sempre per lavoro, tornai in Italia. La giraffa ci rimase male e si inceppò. Mi han detto infatti che la mattina non dice più i proverbi. Fa invece i rutti. Spero si ripigli.




Ma torniamo a te, amica tartaruga. Un proverbio che mi disse la giraffa mi rimase molto impresso. Me lo ricordo perché mi andò di traverso il cornetto.




La giraffa un mattino di pioggia mi disse: "il legno può resistere dieci anni nell'acqua, ma non potrà mai diventare un coccodrillo".




postato da relui | 10:39 | commenti


mercoledì, 15 novembre 2006
 



Viale dei corvi




26^ puntata







(Foto tratta dal sito www.nightpassage.org)




Tiro fuori la testa e fuori c'è il sole. Dico: buono, perché devo andare in un posto chiamato il viale dei corvi. Lì ho un appuntamento con un istrice con gli occhi azzurri per una consulenza.




Il viale dei corvi è una strada con alberi che conoscono solo l'inverno. Alberi senza foglie e sui rami son seduti corvi con aria assassina e, appunto, i corvi sono i padroni. Loro regnano, loro decidono, loro sono giustizia e giustizieri. Le forze dell'ordine fanno finta che quel posto non esista.




Il sole mi da coraggio. Non è vero. Me lo da un guscio corazzato con cingoli e cannone simil-carro armato. Ora sì che ho coraggio.




Attraverso il viale piano piano e loro fanno finta di niente, ma sento che mi guardano con le code degli occhi. Al 76esimo albero sulla destra entro nella tana dell'istrice.




- Dunque - mi dice - lei vorrebbe imparare a correre nella vita reale... mi spieghi perché.




postato da relui | 10:23 | commenti


martedì, 07 novembre 2006
 

Esplosione di colori



25^ puntata



(Foto tratta dal sito www.pd.astro.it)



Fa freddo. Mi gratta la gola. È il segno che devo cadere nella tana che ho preparato per il letargo. Non vedo l'ora di calarmi in dolci sogni fino a marzo.


Mi assopisco. Il viaggio inizia sempre con spari di colori. Nel letargo, a differenza dei sogni, si ha coscienza del fatto che si sta dormendo e si può essere quello che si vuole.


Chiedo di esser veloce e mi trovo finalmente a poter competere con una lepre.

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lunedì, 30 ottobre 2006
 



Toiletta




24^ puntata




cascata




(Foto tratta dal sito www.padovando.com)




Nel mio bosco c'è un piccolo lago con cascata dove tutti i giorni faccio toiletta.




Prima di entrare nell'acqua faccio sempre lo stesso rito: infilo una zampa per misurare la temperatura. Lo faccio anche se sò che l'acqua ha la temperatura del ghiaccio. Mi piace pensare che qualcuno da lassù decida di mandare acqua calda.




Così fino a ieri.




Misuro la temperatura. Trentacinque gradi. Fantastico, hanno acceso lo scaldabagno! Peccato però che l'acqua sia torbida e piena di puntini bianchi. Qua e là c'è anche della schiuma giallognola. Odoro l'aria. Sà di scaduto.


Cosa faccio?



  1. chiamo il WWF, ai quali sta molto a cuore la mia salute, soprattutto dopo avermi messo sù una targhetta con scritto Testudo hermanni 231179


  2. faccio la doccia


  3. snif, snif... non puzzo... posso lavarmi domani





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lunedì, 23 ottobre 2006
 


Equilibrista


23^ puntata


gruccione


(Foto tratta dal sito www.maudoc.com)


- Stai in equilibrio, non ti sbilanciare - dice il gruccione mentre mi insegna a camminare sul filo di lana - immagina che ci sia uno strapiombo!


Cammino con calma sul filo e faccio come sbattere le ali con le zampe anteriori. La lingua è fuori; se la tiro dentro penso che cadrò.


- Siamo tutti appesi ad un filo e il senso della nostra vita è sopravvivere, - continua l'uccello - e tu hai la fortuna che se cadi, al massimo t'abbozzi. Anche io vorrei avere la corazza.


Comincio ad immaginare tartarughe con le ali e gruccioni col guscio.


Dice che siam qui per sopravvivere al meglio delle nostre possibilità. Sopravvivere. Che idea macabra. Infatti sul dizionario è scritto: Continuare a vivere dopo la morte di altri. Per gli animali pensanti questo è riduttivo, non può essere solo questo il senso. C'è sicuramente di più. Bonk! Son caduto.


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lunedì, 16 ottobre 2006
 


Bussola


22^ puntata


Bussola


(Immagine tratta dal sito www.giurisprudenza.unito.it)


Faccio sempre confusione... il sole tramonta a est o ovest? Quando penso di ricordarlo me lo sono scordato. Ho Comprato una bussola, ma faceva l'alternativa e così invece di segnare i quattro punti cardinali mi dava le soluzioni del sudoku.


Chiesi in giro: scusi dove tramonta il sole? pronto con una penna a scrivermelo su un block notes. Mi presero per un giornalista e mi parlarono di orientamenti politici.


Trovai finalmente qualcuno che a modo suo mi aiutò. Un papero. Parlò di come costruire una bussola con un orologio da polso e un fiammifero. Lo presi per matto, ma lo ascoltai perchè so che i matti vanno ascoltati. Non si sa mai.


- Metti l'orologio orizzontalmente - disse il papero - con il quadrante all'insù. Metti poi un fiammifero verticalmente contro l'orlo dell'orologio, là dove si trova la lancetta delle ore. Ruota l'orologio in modo che l'ombra del filo del fiammifero cada sopra la lancetta corta. Il sud si troverà a metà strada tra questo punto e il numero 12 del quadrante.


Dopo aver rimediato un fiammifero, comprai un orologio. Solo dopo scoprii che l'orologio era laureato in ingegneria elettronica e così invece di segnare le ore con le lancette mi parlava di affidabilità e diagnostica di componenti e circuiti elettronici.


- Tu sai dove tramonta il sole? - chiesi al fiammifero.


postato da relui | 18:42 | commenti (1)