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martedì, 25 luglio 2006
 

In bocca al leone

Puntata numero 11

leone con mal di pancia

(Foto tratta dal sito www.mccullagh.org)

Mi trovo nella bocca di un leone. Lui prova a masticarmi, ma qualcosa gli da fastidio.

"Son duro da digerire!" gli dico, ma lui continua a sgranocchiare.

"Fofe fiaffere faffafufa!" poi mi sputa e dice "mi han detto che le tartarughe sono molto buone!".

"Signor Leone, lei crede a tutto quello che le dicono?"

"Ho buoni amici, io" dice il felino. "Se loro mi dicono che le tartarughe sono buone da mangiare, io ci credo!"

"Ma Signor Leone" provo ad arrampicarmi sugli specchi "nessuno mai le ha detto che le testuggini son coriacee e provocano blocchi intestinali annessi a forti mal di pancia?"

"Ehm... no nessuno mi ha mai detto questo..."

"Beh allora le dico che, se mangiato, io provoco blocchi intestinali!"

"A pensarci bene non so se mi conviene avere un blocco..."

"Ma sì, meglio zuppe e verdure, equilibrano la flora intestinale e restituiscono all'intestino le giuste fibre!"

"Fibre... così non avrei più quei fastidiosi dolori di pancia che ogni tanto mi pigliano..."

"Quindi, Signor Leone, già soffre di mal di pancia?" chiedo arretrando lentamente.

"Caspita! A volte andare al bagno è proprio dura!" si lamenta il leone.

"Rigore alimentare, ci vuole!" dico allontanandomi sempre di più.

"Rigore alimentare" ripete il leone, "e lei, che tipo di dieta mi consiglia?"

"Vegetali, vegetali e vegetali. Vegetali per un mese e vedrà... correrà dietro le gazzelle come un giovine, Signor Leone!" dico a 30 metri dal felino pensieroso.

"Beh, non è che esca matto per i vegetali..." borbotta il leone.

"Vedrà, le verdure son un ottimo rimedio per gli intestini pigri!"

"In effetti... aspetti un secondo... ma lei è un dottore?

"Naturalmente!" rispondo da lontano.

"Perché se la sta svignando, dottore?" dice il leone mentre con due veloci cavalcate mi raggiunge.

"Ehm... non me la sto svignando... sto andando a prendere il ricettario. Sà, le devo fare la ricetta"

"Ma non serve la ricetta per mangiare le verdure, dottore"

"Signor Leone, le devo prescrivere una buona purga ricostituente!"

Poco dopo...

"Quanto le devo per la consulenza, dottore?"

"Sono 200 euro, Signor Leone"

"Sa dottore... preferisco il mal di pancia" dice il leone mentre mi annusa.

postato da relui | 09:52 | commenti


lunedì, 10 luglio 2006
 

18 = Torna indietro alla prima casella

Puntata numero 10

 

(Immagine tratta dal sito www.foxglovebnb.com)

"Scegliere senza rimpianti". Dicono che sia facile...

scelgo, ma ho gli scrupoli io, perché ripenso alle scelte fatte.

Decido di tornare indietro e prendo un'altra strada.

La percorro convinto, ma non abbastanza.

Poi mi accorgo che era meglio prima.

Ri-ri-torno indietro e ri-ri-prendo le prima strada.

La percorro un po' e per un altro po' tutto ok.

Poi non più: mi passa qualcosa per la testa.

Lo sa solo lo spirito, sai... l'inconscio.

No no! Si si!

Era meglio l'altra strada. Torno indietro e la ri-prendo.

Qual è la fine del mio percorso? L'inizio.

Un giorno un'oca mi vide e disse:

Conosci il mio gioco? Ti ricordi la casella 18?

La 18 dice: "Torna indietro alla prima casella".

Dentro di te c'è come il gioco dell'oca e la casella 18 ce l'hai sempre in testa.

Non la perdi mai di vista!

In ogni tuo passo c'é scritto: "Scrupolo! Torna indietro alla prima casella".

Se sei lepre anche se ci ripensi... sei abbastanza veloce per recuperare.

Se sei tartaruga prima di incamminarti... pensa bene, medita, poi vai.

In testa cancella le vecchie regole e scrivi: TIRA IL DADO UN'ALTRA VOLTA.

Se non ne puoi fare a meno, perché sei un po' pigrone... chiedi un passaggio ad una lepre.

Ma ricorda che, così facendo, dovrai sperare in due cose:

che la lepre sia contenta di darti un passaggio...

e che il suo numero preferito non sia il 18.

postato da relui | 17:59 | commenti (1)


lunedì, 03 luglio 2006
 

Pensiero di pathos

Puntata numero 9

(Foto tratta dal sito www.ghpresident.com)

Ieri ho fatto due passi verso la cima di una montagna. Ho visto tantissime specie di fiori e piante. Dopo un po' mi sono seduto su un grosso sasso e ho pensato che...

... una pianta nasce (non si chiede perché e ignora la storia delle api), cresce, fa fiori e frutti, diventa vecchia, muore.

Che senso ha? Per la pianta il senso è nella luce del sole: prende energia per darsi energia e far tante forme e colori; poi muore perché da qualche parte è scritto così. Oppure muore per una fatalità. Per esempio: cammino lentamente sull'erba e schiaccio una margherita... "Ops... non volevo!"... incidente... la margherita è morta.

Poi ci sono altri tipi di incidenti: cammino lentamente sull'erba... "Uh, una margherita! Odio le margherite!"... Schiac'... incidente premeditato... la margherita è morta.

Se esistesse un tribunale composto da margherite, sarei incriminato per margheriticidio e, se ci fosse la pena capitale, avrei una tutina arancione numerata e starei mangiando la mia pietanza preferita: lattuga.

Se anche le lattughe avessero un loro tribunale? Sarei morto di fame già da un pezzo.

Finisci per farti domande sul peso dei gusci e sul peso di ogni passo in funzione del fatto che prima o poi, per natura o per fatalità, tocca proprio a te far testamento. Se ogni giorno hai questo pensiero vivrai nel pathos.

Se fossi un fiore, e avessi un briciolo di cervello, penserei solo a come immagazzinare un raggio di sole per far colori migliori. Ora che ci penso... i fiori hanno il cervello!

postato da relui | 20:24 | commenti (3)