La giraffa
puntata 27

(Immagine tratta dal sito www.incisione.com)
... All'istrice le mie ragioni non lo convincono. Me ne son accorto perché aggrotta gli aculei. - Cos'è che non la convince? - chiedo. Non mi rispode subito. E' come se stesse cercando qualcosa nel doppio fondo del suo cervello.
- Per lavoro andai in Africa - iniziò col dire - in Congo per l'esattezza. Immagina alberi della cola, palme da olio, varie specie di ficus. La savana e le steppe... Lì feci amicizia con una giraffa. In realtà non era partita come un'amicizia. Perché lei, dall'alto dei suoi 5 metri, non mi vide e finì per calpestarmi. Facemmo il CID: riconobbe il torto e così dovette pagarsi da sola le spese per farsi togliere gli aghi dalla zampa mentre a me pagò un tupé di eco-aculei.
Dopo il sinistro lei andò per la sua strada ed io per la mia. Finché un giorno mi chiamò. Voleva ringraziarmi. Devi sapere che la giraffa, prima di incidentarsi con me, soffriva di torcicollo. Per una giraffa è un vero dramma.
Dopo l'incidente il torcicollo svanì. Evidentemente i miei aghi l'avevano curata. Agopuntura. Siamo diventati ottimi amici, e andammo anche a vivere insieme. Con la convivenza scoprii che la giraffa era una saggia congolese. Ogni mattina le prime parole che pronunciava erano proverbi. Dico la verità: era stucchevole. Io sono uno che la mattina preferisce il silenzio, non una parola prima di aver fatto colazione. Trovavo quei proverbi irritanti prima del caffelatte. Poi, sempre per lavoro, tornai in Italia. La giraffa ci rimase male e si inceppò. Mi han detto infatti che la mattina non dice più i proverbi. Fa invece i rutti. Spero si ripigli.
Ma torniamo a te, amica tartaruga. Un proverbio che mi disse la giraffa mi rimase molto impresso. Me lo ricordo perché mi andò di traverso il cornetto.
La giraffa un mattino di pioggia mi disse: "il legno può resistere dieci anni nell'acqua, ma non potrà mai diventare un coccodrillo".

